Paranormale? Credenti o scettici?

Nella maggior parte delle volte in cui vengono trattati argomenti come ufologia e paranormale si creano due schieramenti: credenti e scettici. Innanzitutto vorrei chiarire una cosa riguardo lo scetticismo. Spesso i credenti accusano gli scettici di credere nella scienza avendo la convinzione che tutte le risposte date da essa siano basate sulla fede, proprio come nella religione. Ovviamente sarà facilmente intuibile, che questa affermazione sia falsa. Essendo uno scettico mi sento in dovere di sostenere che la scienza non è altro che un processo di revisione atto a scoprirè la verità.  La scienza è uno strumento che tramite la metodologia ci permette di ottenere conclusioni logiche attraverso inchieste e prove . In quanto tale, non è può essere considerata come un soggetto che detiene posizioni o punti di vista come è solito usanza dalle persone. Pertanto, la scienza non è a favore del paranormale e tanto meno può essere definita anti-paranormale. Possiamo, invece definire la scienza come un mezzo per arrivare ad un obbiettivo proprio come una matita ci permette di scrivere una formula matematica.

Quindi, chiunque autodichiari di avere poteri paranormali o di aver assistito a fenomeni inspiegabili deve dimostrare che tali affermazioni siano vere. Nella metodologia scientifica tali affermazioni devono essere automaticamente definite come non valide, semplicemente perché sfidano le regole della fisica e tutto ciò che è già dimostrato e riconosciuto. Molto spesso chi ha fede replica l’opinione dello scettico definendolo negazionista assoluto mentre in realtà è la mancanza di metodologia e far cadere in errore il credente. Il beneficio del dubbio è prerogativa dello scettico e non di chi ha fede, spesso infatti chi crede esclama con estrema facilità: dimostrami che gli unicorni, fantasmi etc.. non esistano. Questa affermazione non è altro che un argumentum ad ignorantiam, una fallacia logica che implica l’affermazione della falsità o verità di una proposizione, basandosi sull’ignoranza esistente sulla proposizione discussa (cioè una premessa è vera o falsa finché non è provato il contrario). La fallacia ad ignorantiam si può avere quando predomina un’ignoranza diffusa su un certo argomento, sulle sue proprietà o sulla possibilità di studiarlo. Consiste nell’argomentare che una proposizione è vera perché non si hanno prove del fatto che sia falsa, pur non esistendo spesso delle prove che possano affermare la verità o la falsità di una proposizione.
Questa fallacia si ha specialmente quando qualcuno afferma che qualcosa è vero solo perché non si hanno prove del fatto che sia falso, o che qualcosa è falso solo perché non lo si può provare come vero. La verità o falsità di una proposizione dipende dalle prove che la sostengono o la confutano, e non dalla mancanza di esse.
Seguendo lo scetticismo metodologico è facile bocciare qualsiasi evento anomalo con spiegazioni sicuramente più veritiere, seguendo i principi metodologici non si cadrà in una fallacia logica .

In tal caso sarebbe opportuno, che il credente conosca il principio della teiera di Russell, chiamata anche teiera celeste, “ metafora ideata dal filosofo Bertrand Russell per confutare l’idea che spetti allo scettico e non a chi le propone, l’onere della prova in merito ad affermazioni non falsificabili.
Importante è anche il principio metodologico del Rasoio di Occam, il quale è ritenuto alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più immediata suggerisce l’inutilità di formulare più ipotesi di quelle che siano strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno quando quelle iniziali siano sufficienti.

Inoltre è importante capire che la scienza definisce la natura, come l’insieme degli esseri viventi e inanimati nel suo complesso, quindi nei fenomeni e nelle forze che in essa si manifestano. Se tutto ciò che esiste è naturale il sovrannaturale non esiste e questa parola assume un concetto puramente speculativo. Le continue scoperte scientifiche dimostrano, che tutto è spiegabile tramite delle leggi, il fatto che non tutto lo sia dimostra, che l’uomo non sia riuscito nel suo intento, ma che potrebbe in un futuro.

Che cosa è lo scetticismo? Lo scetticismo è un approccio di valutazione usato per risolvere degli interrogativi enfatizzando la scienza e applicandola allo scopo di ottenere risultati oggettivi. Molti si definiscono scettici o pensatori critici, ma bisognerebbe distinguere lo scetticismo pratico dell’uso popolare della frase “sono scettico” da coloro, che pretendono di essere “scettici” in merito ad alcune conclusioni consolidate. Il processo scettico fa sì che si ottengano prove da osservazioni sistematiche utilizzando la ragione. La conclusione che si raggiunge alla fine di questo processo è provvisoria, perché si dovranno cercare prove supplementari, poiché probabilmente in futuro ci potranno essere delle possibilità che ci sia una spiegazione più adatta. Quante più spiegazioni razionali esistono ad una determinata affermazione più forti dovranno essere le prove da parte di chi sostiene il contrario. Ad esempio: se qualcuno afferma di avere poteri mentali sovrannaturali e di riuscire a prevedere eventi futuri. Lo scettico sa che questa affermazione non è conforme a idee ben collaudate in biologia e fisica. Non ha senso secondo ciò che è conosciuto. Quindi al fine di giustificare l’affermazione, il sensitivo deve avere una grande quantità di prove solide, che attestino ciò che dice. Sono molti i casi in cui lo scetticismo scientifico può essere utilizzato, dato che gli scettici basano le loro spiegazioni non solo sulla scienza ma anche sulla logica e sulla matematica. Lo scetticismo può essere applicato a materie come la storia, l’arte e la letteratura. Che cosa significa essere uno scettico? Sentiamo spesso frasi come: “Sono scettico” da parte di persone, che dubitano riguardo un concetto. Questo è un uso comune del termine, ma si differenzia da ciò che è realmente, infatti non basta nominarsi scettici per esserlo.  Avere un dubbio su qualcosa capita a tutti ma non per questo siamo tutti scettici.
Ogni scettico dovrebbe avere dei principi.
Il rispetto per le prove.
Applicare la ragione alle prove è il metodo migliore che abbiamo per ottenere una conclusione oggettiva.
Il rispetto per i metodi, le conclusioni e il consenso della scienza.
La scienza è uno dei metodi principali per ottenere informazioni, utilizzata appositamente, per ridurre le probabilità di arrivare a conclusioni errate. Utilizzando un processo scientifico possiamo minimizzare gli errori (ma non eliminarli del tutto).
La preferenza a spiegazioni naturali piuttosto che a quelle sovrannaturali
Le leggi naturali ci danno confini razionali nei quali possiamo ottenere determinate spiegazioni. I miracoli sono un esempio di fenomeno sovrannaturale, poiché l’autore di tale evento è qualcosa al di fuori delle leggi naturali. Uno scettico cercherà una spiegazione naturale nella quale non sarà inclusa nessuna entità divina o sovrannaturale.
La ragione sopra ogni cosa
Adottare mentalità critica ci renderà bravi ad individuare errori in argomenti e ragionamenti.

La consapevolezza di essere stati ingannati.
La gente abitualmente inganna se stessa o è ingannata da altre persone. Questo accade perché ci affidiamo eccessivamente ai nostri sensi e alla memoria. Quando ascoltiamo le testimonianze di eventi paranormali sentiamo spesso la frase “So quello che ho visto”, o “Lo ricordo come se fosse ieri.” Dobbiamo essere diffidenti nei confronti dei testimoni oculari, perché i nostri occhi non sono perfetti e la memoria è malleabile. Storie di eventi o racconti provenienti da persone fidate, non saranno mai prove a nostro vantaggio. Anche gli aneddoti collettivi non sono da ritenere validi. Dobbiamo sapere, che le persone tendono a cercare, ricordare e favorire prove a sostegno della loro tesi anche nel caso questa sia sbagliata. Cosa non è scetticismo? Ci sono molte interpretazioni sbagliate sul significato dell’essere uno scettico.  Lo scettico non è sinonimo di “cinico” o “non credente”. I buoni scettici non respingono le conclusioni alternative. Lo scettico spesso viene visto come una persona con i paraocchi. Soprattutto secondo coloro che credono fermamente a concetti come il credere ai fantasmi, ufo etc.  Nello scetticismo classico greco, l’individuo non ha la presunzione di raggiungere la verità tramite la conoscenza; tutto è stato messo in dubbio e non vi è alcuna certezza. Questo non è ciò che accade oggi. Quando si parla di scetticismo moderno, parliamo di coloro che cercano di supportare prove non sempre vere con la ragione.
Scettico non significa “ateo”.
Molti scettici sono atei, ma non tutti. Lo scetticismo è un processo di valutazione, non una serie di conclusioni. Gli scettici sono un gruppo di persone con pensieri diversi. Infatti lo scetticismo scientifico viene applicato solo a situazioni verificabili (ad esempio “chi giura di guarire le persone con i poteri delle sue mani”), non può invece essere applicato a rivendicazioni non verificabili, quali l’esistenza di Dio, che è soprannaturale. “Esiste un Dio?” È una domanda fuori delle competenze scientifiche. Tuttavia lo scetticismo filosofico può essere applicato nel considerare affermazioni circa eventi sovrannaturali.
Scettico non significa “negazionista” o “complottista assoluto “. Lo Scettico non nega la realtà per evitare di affrontare una verità scomoda. Se una persona dubita della comunità scientifica o non crede nella medicina tradizionale, quella persona non può essere definita scettica, poiché rifiuta la scienza semplicemente perché non supporta il suo punto di vista; “complottista assoluto”. Molti complottisti insistono sul fatto che la verità non sia stata ancora rivelata e invece di cercare la spiegazione più razionale immaginano, che ci siano cospirazioni ovunque. Queste posizioni non danno peso alla giusta conoscenza, che sicuramente è stata già consolidata.
Lo scetticismo non è una religione. Lo scetticismo non ti impone cosa pensare piuttosto spiega come si dovrebbe pensare per arrivare ad una conclusione, che ha molte più possibilità di essere vera. Lo scetticismo non può essere sempre l’approccio migliore per le decisioni da prendere, a volte le decisioni basate sulle emozioni possono essere più giuste. Quindi applicare lo scetticismo per tutto ciò, che ci capita nella vita non è sempre la cosa migliore. Ci possono essere altri fattori da considerare.
Lo scetticismo è importante.
Perché usare lo scetticismo come processo per valutare affermazioni? Valutare criticamente ci evita errori e riduce la possibilità di credere in qualcosa, che potrebbe non essere vero. Lo scetticismo e il pensiero critico possono essere applicati nella vita quotidiana nel caso in cui qualcosa potrebbe avere gravi effetti su di voi o le persone che avete intorno come nel caso di un trattamento medico, un investimento finanziario, un prodotto di consumo o alcune scelte di vita. In molti hanno la pretesa di affermare: “Non puoi dimostrare che non è vero.” Questa è sicuramente una dichiarazione ridicola. Non è lo scettico a dover dimostrare che qualcosa di straordinario è falso, poiché è il contrario. Infatti possiamo usare questo esempio: noi possiamo avere le prove che una persona ha commesso un reato ma non possiamo dimostrare che tutte le altre persone del mondo non lo abbiano commesso.

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